29 nov 2007

Prima cronaca estone - "gustosa" anteprima

Ed eccoci qui...da oggi pronto a gestire due blog al posto di uno.
Tre se si considera quello di cafebabel...

Eccovi subito indirizzo e post!
http://giovaneangioni.blog.lastampa.it/cronache_estoni/


2911_059Ora che la prima vera neve comincia a cadere sulla città - il che, ovviamente, non vuol dire che le gonne si allunghino né i tacchi si accorcino - ed il mio cappotto comincia ad imbiancarsi, è ora di fare sul serio e parlare di questo paese.


Da buon rompiscatole straniero, ovviamente, l'argomento che mi piace tantissimo toccare è quello dei russi.
Sia perchè mi va di capire fino a che punto Putin venga preso sul serio in questo ex satellite, sia perchè sono sempre stato uno di quelli che, quando gli faceva male un molare, continuava a solleticarlo con la lingua per non smettere di sentirne il dolore.
Uno di quelli che quando vede qualcuno sentirsi in difficoltà per una domanda, continua a farla per vedere fino a che punto si può arrivare.

Lo so, è una cosa abbastanza vigliacca.
Ma se devo sopportare i -30° invernali...voglio farlo almeno divertendomi.
A modo mio, ovviamente.

Però domani comincia il festival del cinema, il POFF o, per gli angofoni, il BNFF, Black Night Film Festival, una specie di istituzione culturale qui nel Baltico.

Domani sarò all'inaugurazione ed all'esclusivissima festa post-proiezione e prometto di tenervi da subito aggiornati su questo spaccato di vita -vip-talliniana.
Anche se, premetto, non aspettatevi grandi cose.

Dell'anno passato, ad esempio, ricordo ben poche cose.
Ed il buffet è una di quelle. Purtroppo.

Mentre chiacchieravo con il regista James Tusty - parlavamo del Sundance durante un altro festival...che miserrabili!- queste parole furono le più significative della nostra discussione.
"Please, don't ask." faccio io.
"No, seriously. Do you have any clue about the food?" mi chiede indicando una cosetta..azzurra...sul nostro piatto.
"No clue. No clue...and maybe is better" provo a consolarlo.
"But, you see, it doesn't even have a taste. Any taste."
"I know, but we still have the wine. Cheers"

Cheers anche a voi.
Sperando che il buffet, domani, sia ben altra cosa.

Dopo 5 notti insonni chiudi gli occhi e...


Immagino debba fare un certo effetto andare a letto tranquilli...con i panni stesi...
...e risvegliarsi così!

Viva Tallinn novembrina!

27 nov 2007

L'insonnia è un nemico. Dannatamente forte, pero.

Corriere della Sera:
Amanda Knox inchiodata da un'impronta


Repubblica:
Perugia: il pm punta su Amanda e Raffaele

La Stampa:
Amanda inchiodata da un'impronta


...

No, dai, seriamente... deve essere uno scherzo!

Capisco che non sia una bella storia: una ragazza straniera è morta nel suo letti, gola tagliata, mentre feceva sesso.
E la polizia non riesce a trovare il colpevole perchè -udite!udite!- questo non confessa...anzi...probabilmente..mente!

L'unica cosa che mi sentirei di aggiungere...è un lapidario ma sentito...e quindi?!

Capisco sentire un umano dispiacere per una vita stroncata in quel modo ed a quell'età...però poi basta...!

Invece no..perchè adesso tutti sappiamo che Meredith è un po' zoccola, che Raffaele - no, non Paci..- ha un Mac, che Rudy aveva un ipod...venduto per comprarsi la libertà -provvisoria-...

Mah.

In questi ultimi quattro giorni non son quasi mai riuscito a dormire..quindi ho fatto una scorpacciata di giornali e notizie...dagli scontri parigini alle elezioni in Australia...dai blog sull abbigliamento da strada alla storia di Perugia...e, come sempre, son rimasto un po' rincoglionito.
Se "un po'" si può dire.

Ieri stavo su skype con un amico di Perugia che di media ci vive e, giuro, non avevo nessuna intenzione di parlare di questa storia che non ha nulla di meno palloso di Cogne - ma, a proposito, la e finale si pronuncia? -, di Maddie o di tanti altri.
Eppure.
Eppure ha dovuto rilasciare l'ennesima intervista...e lasciarmi per un po' con un "Scusami, ora sono gli alunni della scuola di giornalismo"

MAPORCAPUTTANA!

Ma come pensiamo di migliorare qualcosa se pure agli studenti insegnamo a confondere la nutella con la cacca?!

ma, soprattutto, perchè la gente si fa fregare con questa facilità da persone che hanno un tesserino, che appartengono ad una corporazione, la cui massima aspirazione è ricevere buoni gadgets e cibo caldo durante gli eventi di cui parla?

ma si, parliamo dei giornalisti.
E non di Vespa...troppo facile attaccare l'uomo che del nulla ha fatto un format.
Parliamo degli altri.

Di quelli che si conquistano la pagnotta bombardandoci di minchiate quotidiane...ma, dico io, l'avete letto bene il titolo di Repubblica?!?!
Il PM punta....certo...
punta...
Punta come cosa?
come un segugio punta la lepre prima di sbranarla?!
O come l'ultimo pippaiolo annoiato punta un cavallo alla SNAI?

No, seriamente, cerchiamo di capirci.

Cerchiamo di capire perchè queste meravigliose inchieste i possessori del cartoncino rossastro le fanno solo per eventi di così fondamentale importanza...

E perchè, invece, non hanno provato a bombardarci i cosiddetti con inchieste -serie!- su Ustica, su Marta Russo, su Andreotti, sull'uso assurdo della cassa integrazione fatto dalla FIAT, sull'Alitalia, sulle FS, su Calipari, su Ilaria Alpi, sui baroni universitari che non lavorano, sulle persone che si suicidano in carcere, sulle persone che muoiono per i proiettili usati in guerra, sulle radiazioni di Radio Maria...

Perchè tutte queste storie sono scomparse dalle prime pagine dopo un paio di giorni mentre ste altre miserie miserabili resistono come se noi non postessimo sopravvivere senza!?

Son stato vicino anche io a guadagnarmi la pagnotta andando a romper le scatole alla famiglia di un soldato ucciso.
Poi mi son domandato un paio di cose.
Perchè?
Perchè offrire quella famiglia in pasto al mondo?
Perchè rendere pubblica una storia di un dolore così privato?
Perchè cercare di far diventare un personaggio pubblico una madre che piange suo figlio?

Io, quell'articolo, non l'ho mai scritto.

E preferirei lavorare in un call center,piùttosto che avere un tesserino in tasca.
Un tesserino guadagnato con voyeurismo e lacrime.
Quasi fossero punti del supermercato.

26 nov 2007

Da cafebabel.com di oggi

Estone, la lingua del futuro?
Da settembre 2007 nelle scuole superiori russe estoni si è introdotta una nuova materia: l'insegnamento dell'estone. Intervista con la responsabile delle minoranze linguistiche Irene Kaosaar.

«Non condivido l’uso del termine riforma. È una parola troppo pesante per descrivere cos'è successo in Estonia. Meglio parlare di transizione, visto che ciò di cui si discute non è che l’insegnamento di una sola materia (letteratura estone ndr) per una sola ora alla settimana».
È con queste parole che Irene Kaosaar, capo del dipartimento per l’educazione delle minoranze nel Ministero dell’Educazione, apre la nostra chiacchierata sul discusso provvedimento applicato dal Governo di Andrus Ansip nel settembre 2007 grazie al quale migliaia di studenti delle scuole superiori russe del Paese, hanno trovato una grossa novità ad aspettarli: l’estone. Se un giorno decidessi di spostarmi in un altro Paese come l’Italia o la Germania cosa potrei fare senza conoscere l’italiano o il tedesco? Quale lavoro potrei trovare? Sfortunatamente qui da noi accade di sentire giovani estoni e russi parlare tra loro in inglese e questo non dovrebbe succedere. Sarebbe bello se potessero usare insieme quella lingua nazionale che sta scritta nella Costituzione.»

Perché, nonostante l’estone venga già insegnato nelle scuole, non è riuscito ad entrare nella vita della minoranza nazionale?
Qualcuno dice che è una lingua difficile, ma io non ci credo. Sicuramente il modo in cui viene insegnata non è efficace: i voti degli studenti sono quasi sempre buoni, ma provare ad intraprendere una normale conversazione è un'impresa quasi impossibile. Sia chiaro, li capisco, ho avuto gli stessi problemi con l’inglese anch'io. Una cosa è studiare la grammatica, un’altra è usare una lingua ed imparare a servirsene.

E un’ora alla settimana di letteratura estone potrebbe cambiare le cose?
No, certamente questo non è abbastanza, ed è per questo che parlo di transizione. Il piano del Governo è di usare la lingua nazionale per il 60% delle materie entro il 2011. Si sarebbe dovuto cominciare nel 2000, ma poi si ritenne che il Paese non fosse ancora pronto. Oggi, invece, eccoci qua. Vogliamo qualcosa che vada al di là del semplice insegnamento scolastico. Focalizzarci di più sui punti in comune e non sulle differenze.

Ad esempio?
Ad esempio, tutti amano i propri bambini. Partiamo da questo e cerchiamo di organizzare qualcosa che possa unire genitori e figli. Se la lingua diventa uno strumento da utilizzare per qualcosa, allora anche la sua diffusione diventa più semplice.

Eppure qualche giorno un giovane estone-russo mi diceva che la sua famiglia ed i suoi amici sono russi e che non ha bisogno di imparare l'estone. E che per lavorare può usare l’inglese.
Sono queste le persone alle quali dovremmo rivolgerci per far capire l’importanza di conoscere l’estone. Prendiamo l’università. I corsi sono tutti in questa lingua e non conoscerla vuol dire avere un' enorme barriera d’ingresso, con tutto quello che significa in vista di un’occupazione futura. Purtroppo qui da noi troppa gente pensa ancora al passato, all’Unione Sovietica come ai 750 anni di occupazioni che abbiamo subito.
Certo, è la nostra storia, non possiamo negarlo, ma oggi siamo una Nazione indipendente con una lingua ufficiale sancita dalla Costituzione e composta da persone di origini diverse, cosa che dovremmo imparare a vivere come una ricchezza, non come un problema.
Recentemente sono stata in Grecia e mi è venuto naturale provare a creare un parallelo con l’Estonia. Anche lì si continua a discutere della questione macedone, degli anni di dittatura e della Turchia tenendo lo sguardo rivolto al passato. Mentre sarebbe molto più utile guardare avanti per preparare un futuro migliore.

A proposito del futuro, come vede quello del suo Paese?
So che spesso vengo considerata come idealista, ma penso che non sia così complesso avere una Nazione, Estonia, composta da due o tre parti, diverse ma integrate tra loro.

E cosa ne pensa di Amnesty International che vi ha accusato di discriminare la minoranza russa nazionale?
Sono sicura che non esista nessun tipo di discriminazione qui da noi e ogni volta che leggo qualcosa di simile sui giornali faccio davvero fatica a capirne le ragioni. Spero che con il nostro lavoro riusciremo presto a far emergere anche qualche aspetto positivo della Nazione. Ormai, ogni volta che si parla dell’Estonia lo si fa per discutere un problema. Quanto ad appoggio e critiche dalle istituzioni europee, penso che sarebbe utile per l’Unione riuscire ad avere un’unica voce, anche per non confondere le persone.
Giovanni Angioni - Tallinn - 26.11.2007 |

20 nov 2007

Quando una connessione narcolettica ti impedisce di stare su msn...

Guardate bene questa foto...



...ne sentirete parlare....

15 nov 2007

Lezione di Italiano


Magari voi non sarete ignoranti come me e quindi non avrete bisogno di questa spiegazione...ma...

i "comportamenti auto-esplorativi" di cui parla il Corriere di oggi...nient'altro sono che le vecchie oldfashioned pippe.

Questa ricerca di politicamente corretto ad ogni costo comincia a diventare spaventosa...

14 nov 2007

EU Development Days 2007 - Lisbon - (1)




Visto che il la cara Commissione aveva bisogno di qualche giovane reporter in loco...ecco i contributi del giovane appena pubblicati sul nuovo numero di Orange



BY 2020, UP TO 250 MILLION PEOPLE EXPECTED TO DIE IN AFRICA

“We are living a tragic paradox: those who contributed less to global warming are the ones who will suffer more for it.”


With these words European Commission
President José manuel Barroso described the situation our world will go through.

We still have to realize that global warming is more serious than those boring speeches we try to avoid in the news.
Every day someone is already facing some of the most terrible consequences of global warming.

WORLD’S GARBAGE BIN

According to a survey of IUCN (an umbrella organisation which brings together 81 States, 114 government agencies, 800 NGOs and some 10,000 scientists and experts from 181 countries), Africa is considered to be among the most vulnerable regions of the world to climate change. And the Intergovernmental Panel on Climate Change predictions do not give space to optimism attesting that by 2020, 75-250 million people in Africa will be exposed to increased water stress with sensitive consequences for agricultural areas - and national economies - due to global warming effects.

Or, if you prefer to read it in simpler words, in some countries yields from rain-fed agriculture could be decreased by up to 50% by 2020.
And it is not over yet.

Local food supplies are also projected to be negatively affected by decreased fisheries resources in large lakes due to increased water temperatures, which may even be exacerbated by continued over-fishing.
Swimming in warmer water will just be a sad compensation.

FROM GLOBAL WARMING TO GLOBAL WARNING
“In 2003, the European Commission adopted an Action Plan for integrating climate change into our development agenda,” said Laura Schmidt of the European Commission during a panel discussion named Integrating Climate Change into Development Policies and Projects . “We have now prepared the first bi-annual progress report, which covers the progress we have made during 2004 to 2006.”

As often pointed out during the whole event, the strategy EU will try to bring forward is definitely ambitious, but projects as the one implemented in Zambia by the World Conservation Union with the support of the Ministry of Foreign Affairs of Finland or the EC intervention in Mauritania are a successful example of the efforts we are finally doing for changing the situation.

Between 1998 and 2001 the Commission, in partnership with the Governments of the recipient countries, the World Meteorological Organization and the World Bank granted €1.87 million for improving water management in the area, achieving results as a better assessment of water resources availability thanks to the development of a software database system with accurate and up-to-date regional data or the effecctive training of local hydrologists and technicians in operation and mantainance of the system.

“We are starting to make progress but a lot more needs to be done,” Ms. Schmidt admitted.

EU INTERVENTION CAN BE FUNDAMENTAL

President Barroso plays his role and shows some optimistic views on the future of these countries: “It will be possible for them, to skip some steps in the regular process of development” something that is likely to depend also from a European Union that “created the most ambitious strategy in the world” but which can not work alone as “only 14% of CO2 emissions is coming from Europe. We need concrete actions with important partners.”

An optimism that we do not want to slow down, because, together with Mr. Barroso, we share the dream of a Union able to ensure them -and us!- a better future from the one that has often been prospected during these Development Days.

A BITTER CONCLUSION

One small joke told by a Senegal guest is worth to be mentioned.
“When I told to a friend that I was about leaving to Lisbon for discussing the effects of global warming he asked me, why do you need to go there? I can show you everything from the window. Why do you need to go to Europe for discovering what is happening here?” Communication, as cooperation, is worth EU efforts.

Giovanni Angioni - Lisbon

Venghino signori, venghino! Si svende tutto! - o forse no.

Quante volte abbiamo guardato sognanti quei mitici biglietti aerei ad 1€??
Quante volte abbiamo immaginato viaggi straordinari che poi si sono schiantati con la dura realtà di offerte che non erano proprio così micidiali come nella pubblicità?

beh...tenetevi forte...perchè sembra che il periodo delle fregature low-mid cost stia per finire!

La nostra tanto bistrattata Commissione Europea - no, non si occupa solo delle banane, credetemi - ha cominciato a muovere i suoi piedini su un settore troppo spesso lasciato in balìa di un mercato decisamente ingannevole...e sapete cosa ha scoperto?

Su 447 siti esaminati a settembre, più del 50% tendono una trappola ai consumatori perchè non specificano in modo chiaro le condizioni di vendita né il prezzo finale del biglietto.




Come a dire: ci stanno fregando.

Ma non per molto ancora.



Grazie al provvedimento della commissaria Ue per la tutela dei consumatori, Meglena Kuneva, i siti on-line dovranno chiaramente indicare i posti disponibili a prezzi scontati e specificare i termini contrattuali relativi all’acquisto del biglietto.
Inoltre tutte le condizioni di vendita dovranno essere scritte nella lingua del consumatore, in modo che tutti possano beneficiare di condizioni eque.

L’esecutivo Ue denuncia anche la cattiva abitudine delle compagnie del settore che non specificano l’assicurazione obbligatoria o il caso in cui i consumatori devono esplicitamente indicare di rinunciare ad una clausola assicurativa piuttosto che scegliere volontariamente di sottoscriverla.

Insomma, cari Ryan, Easy, My, Luxor, One e compagni...mi sa che le vacche potrebbero cominciare a dimagrire un po'...visto che di scemi come me...che non hanno voglia di cercare un nuovo biglietto dopo aver esclamato -CAZZO! LE TASSE SONO 12 VOLTE IL PREZZO DEL BIGLIETTO! - inizierete ad attirarne sempre di meno...

...dopo il roaming questa Commissione comincia a starmi decisamente simpatica....

13 nov 2007

Dal sito della European Cultural Foundation


Voices for Change

by Giovanni Angioni, journalist, October 2007

October 14th 2007 is a day that many Belarusians hope will become more and more important in their history: on that day, thousands of citizens decided to show their support for 12 proposals that would make a real difference in relations between Belarus and the EU.

These are the 12 proposals which the EU has asked the government of Belarus to accept and implement. And, as normally happens in countries where democracy is more a mere word than a concrete concept, this has been an important occasion for the opposition.

Those opposed to President Lukashenka are using the October demonstration as a preparation for something that could affect the destiny of this strategic gateway between Russia and Europe.
“It's just a step, the first of a long process that will change our country,” says Natalia Koliada of the Free Theatre, one of the intellectual symbols of a new, rising Belarus.
Speaking from the comfortable ‘London Café’ just opposite KGB headquarters, she goes on to say that “Although we expected to gather some more people in the streets, I have to say that we managed to reach an important goal as, for the first time, people decided to take a clear position towards the European Union.”


Like her husband Nikolai, Natalia has spent time in jail, and their activities mean that they are always in danger of being sent there again. Are they afraid of that?
Natalia answers: “This being constantly under control can be somehow scary, it’s true. But you might also reach a point when it becomes almost funny, if you forgive me for this dark humour. Having them around you all the time means that nothing bad is going to happen to you, especially when they follow you by car on the way back home late at night! You know, we even had asylum offers in other countries and I'm sure we could even get free tickets from the government for leaving the country. It’s just that this does not work for us. We first have to work for our country.”


Franak Viachorka is another of the main exponents of the modern Belarusian critical conscience. He's young and terribly busy, like any young guy in the West who cares about his career. But unlike any guy of the same age in the EU, he is getting used to daily threats. “Once they told me that the President wouldn’t come here for the opening of a new building just because of me and my activities. And they did it without even mentioning his name, they don't name him. They just point a finger at one of the pictures of him we now have to have in every institute.”
While drinking a Pepsi a few steps from the President building, Franak explains how something is finally moving in his country. “Some people inside the institutions are getting closer to us, slowly preparing for the time after Lukashenka. I don't know if they really want democracy, what is sure is that they realise that no government can last forever. They are trying to find a way out, a way to survive the change.” “Let's say that this march has been a test,” he goes on. “Either a way to keep alive the inner feeling of protest that some people have or to get them ready for something bigger. In a couple of days we will have the social march which will bring other people onto the streets again, but next year will be an even more important one for our country, you will see it in March already.”


But if something is moving inside those beautiful, solemn and absurdly illuminated Minsk buildings, this is not necessarily completely positive for all. Iryna Vidanava, a journalist who risks spending six years in jail, comments: “I don't know, we shouldn't bring people onto the streets if nothing follows after. It's risky because people could feel betrayed, get sick of risking something for nothing. Personally, this time I thought about not going, but then I couldn't bring myself not to go and I participated. They have already closed down my magazine, saying that it was printed with dangerous ink and, lately, we had to move three times because every time the police get to know where we are, then we have to change address.” “

The European Union is important to us, of course,” she continues. “Do we have any other choice? What would happen to us if we stayed out? But I would like people to get more informed of what the Union actually is.”


There is one point on which all of those I spoke to agree: what they expect from the European Union.
Franak Viachorka explains why the EU should start considering Belarus as an interesting economic partner: “They should realise that for every euro they invest in freeing Belarus, they will soon get ten back. People here work hard; they are all expecting something from us, something that could save lives and help end what is now widely considered as the last dictatorship in Europe and what I experienced as a way of life that cannot be accepted silently in 2007 anymore.”

They all want our support. Our help.

Are we ready to give it?


View the photos Giovanni made in Minsk during his stay: http://www.facebook.com/album.php?aid=20857&l=dfa3c&id=515163342

4 nov 2007

Vivo!!!

Questa settimana si corre un po' troppo per avere il tempo di scrivere qualcosa sul blog...
Partenza da Minsk, sosta a Tallinn per una lavatrice, pausa a Berlino per una birra con Marc e rifiatare un po' e poi di volata a Lisbona per gli EU development days...ci sarà anche nientepopodimenoche Kofi Annan.

Ma si, alla fine, caro Raffa, ti devo ringraziare.

Non ci fossi stato tu sarei rimasto a casa, magari a scrivere di culi allo Spazio Newton, di fognature intasate dalle foglie e dai rifiuti, delle strade fatte male e della sabbia del poetto che non è più quella di una volta ma se la guardi bene sta iniziando a schiarire.
...

In fondo se sono stato chiamato per fare un reportage in solitaria a Minsk, se il KGB ha il mio nome su delle carte, se sono entrato al consiglio Europeo insieme a quelli di Libé, se riesco ad andare ad eventi in mezza Europa - e non...aprile...Turchia! - e se vado e vengo dal parlamento estone a mio piacimento...è decisamente merito tuo!

Grazie Raf!

Intanto beccatevi un po' di foto di Minsk:http://www.facebook.com/album.php?aid=20857&l=dfa3c&id=515163342

Pozhaluysta
Giovanni Angioni - g.angioni@gmail.com - facebook.com/giovanni.angioni
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